Andres Serrano - Milano - PAC PDF Stampa E-mail
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Giovedì 19 Ottobre 2006 10:41
thumb_serrano.jpgArtista maledetto e grande provocatore: questa l’immagine che Serrano ha sempre dato di se'. In realta', ad un’analisi piu' approfondita, la sua opera appare complessa e ricca di sfumature. Genio ribelle per eccellenza, Serrano esprime la sua critica nella

Milano

PAC

Andres Serrano

 

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© Andres Serrano
The Morgue (Homicide Stabbing), 1992


Due mostre:


Il dito nella piaga - a cura di Oliva Maria Rubio

The Morgue - a cura di Alessandro Riva


Fino al 26 novembre 2006




Artista maledetto e grande provocatore: questa l’immagine che Serrano ha sempre dato di se'. In realta', ad un’analisi piu' approfondita, la sua opera appare complessa e ricca di sfumature. Genio ribelle per eccellenza, Serrano esprime la sua critica nella sottile dicotomia che sottende le sue immagini fotografiche, patinate e perfette, terrificanti e trasgressive, rifiutando le finzioni del mondo contemporaneo e illustrandone i turbamenti interiori e le manie.


Dai suoi esordi - agli inizi degli anni ottanta - fino ai giorni nostri, le fotografie di Andres Serrano (New York, 1950) non hanno mai smesso di rappresentare i temi piu' controversi e polemici del convulso mondo in cui viviamo. La religione, il fanatismo, la corporeita', la xenofobia, la malattia e la morte, sono stati oggetto della sua meticolosa attenzione in serie come Bodily Fluids, The Morgue, Nomads, Ku Klux Klan, The Church, A History of Sex…Cio' che sembra una forma di provocazione si manifesta come una vocazione: quella di trattare temi e problematiche che ci riguardano come esseri umani attraverso immagini che si distinguono, inoltre, per la loro bellezza. La bellezza e' una componente essenziale del lavoro di Serrano. Attraverso di essa, l’artista intensifica la tensione che seduce lo spettatore con il fascino proibito dei temi tabu'. Di fatto, Serrano ha confessato che il suo obiettivo come artista e' sempre stato quello della bellezza: “Credo che sia necessario cercare la bellezza anche nei luoghi meno convenzionali o nei candidati meno insospettabili. Se non incontro la bellezza non sono capace di scattare alcuna fotografia".

L’efficacia delle sue immagini trova riscontro nei meccanismi della pubblicita': il ricorso ad una illuminazione dichiaratamente caravaggesca, i colori accesi, la precisione dei titoli, e, soprattutto, l’uso di un linguaggio breve, ma sempre eloquente. Serrano non ha un interesse specifico per il processo fotografico; e', piuttosto, un formalista che si identifica fortemente con la tradizione e con i grandi maestri della pittura barocca, definendosi un artista religioso del passato con idee contemporanee. Le sue composizioni sono rigorose e i simboli allegorici appaiono in ognuna delle sue serie fotografiche. Costruisce elaborati tableaux che adottano la qualita' e il virtuosismo manierista dei grandi dipinti seicenteschi. Serrano non censura mai le sue foto e non scende mai a compromessi. Muovendosi sulla sottile linea che separa il sacro e il profano, il morale e l’immorale, il lecito e l’illecito, l’opera di Serrano ha evitato i limiti del puro decorativismo. L’artista travalica i confini del permissibile - tanto nell’ambito personale quanto in quello sociale - per adescare e sorprendere gli spettatori, mettendoli a confronto con immagini che, come primo impulso, farebbero chiudere gli occhi se non fossero presentate in modo bello e pittorico.



Catalogo a cura di Silvana Editoriale.

Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Ottobre 2006 10:48
 
 
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