Armin Linke PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 13 Luglio 2007 11:40
Che le fotografie possano essere usate in modi sempre nuovi è una sfida con cui  Armin Linke, fotografo italiano classe 66 ormai conosciuto nel panorama internazionale, non smette di confrontarsi. Come nelle grandi ruote presentate alla  Triennale di Architettura a Milano, disegnate...

Armin Linke

Che le fotografie possano essere usate in modi sempre nuovi è una sfida con cui  Armin Linke, fotografo italiano classe 66 ormai conosciuto nel panorama internazionale, non smette di confrontarsi. Come nelle grandi ruote presentate alla  Triennale di Architettura a Milano, disegnate insieme al gruppo di architetti Stalker dove per vedere le immagini bisognava spingere fisicamente le ruote nello spazio, o in book on demand che permette di comporre un proprio libro scegliendo 16 tra più di 5000 immagini presenti sul suo sito componendole in un layout che crea ogni volta un’opera unica, Armin Linke ha provocato il pubblico intervenuto al seminario Costa Smeralda Revisited : la Sardegna vista dai paparazzi in occasione di FestArch, primo festival internazionale di Architettura  aperto a Cagliari il 29 giugno.
Utilizzando l’archivio fotografico messo a disposizione dal paparazzo Corrado Calvi – 28 GB per un totale di oltre 100.000 immagini scattate in Costa Smeralda per i giornali scandalistici – e il resoconto di un’intervista da lui fatta al fotografo, Linke si è interrogato sulle modalità di riabilitazione di questo tipo di immagini che, piacciano o no pur essendo senza dubbio molto  trash e prive di volontà estetica, sono comunque “cultura” e rappresentano un fenomeno non eludibile nell’attuale panorama fotografico.
Mentre scorrevano le immagini sul video in una sequenza quasi-cinematografica - consona all’era del digitale  che ha fatto del fotografo un coreografo che scatta senza limiti  di costi e di lunghezza della pellicola – dove la Sardegna altro non è che uno dei grandi palcoscenici globali dove i fotografi vanno a fare la stagione a caccia di immagini per il gossip, Linke ha raccontato i retroscena di quella mediazione che avviene tra fotografo e fotografato prima di approdare al confezionamento dell’immagine per le riviste. Così si scopre che il luogo privilegiato della rappresentazione è il lettino bordo mare o  piscina o che il set  preferito comprende quasi sempre  amici, parenti e animali.
Ma ciò che interessa Linke, al di là di queste tipologie che hanno comunque dei risvolti curiosi,  è la possibilità di tentare un esperimento lavorando su queste immagini in un modo altro da quello per cui sono nate, interrogandosi su un loro possibile uso che consenta di gestirle creando attorno una sorta di contenuto che ne faccia emergere il  valore, tirandole fuori dal meccanismo della commercializzazione attraverso una  diversa  chiave di lettura.
Quale possa essere questa chiave o questo valore è appunto una ipotesi che potrà emergere solo sperimentando praticamente un altro tipo di lavoro su queste immagini.  Come quello che  potrebbe essere svolto da un gruppo di studenti di fotografia  chiamati a interrogarsi sul tema e a  tentare di dare una risposta frugando nel giusto modo tra quelle decine di migliaia di scatti.


Francesca Giraldi
Ultimo aggiornamento Sabato 21 Luglio 2007 12:18
 
 
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